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giovedì 30 dicembre 2010

Emozioni informatiche e Duke Nukem 3D

Quando ero giovine, alla tenera età di 16 anni anelavo senza limiti al motorino.
I miei genitori, come tutti i genitori che non hanno avuto esperienze con le due ruote, in risposta alle mie spasmodiche preghiere... mi regalarono il mio primo computer...

Iniziò allora la mia avventura nel mondo dell'informatica e a 17 anni fui iniziato da alcuni compagni di classe ai giochi per computer grazie a Duke Nukem 3D.
Era uno sparatutto emozionante ed all'avanguardia per l'epoca che mi incollò per ore ed ore davanti allo schermo sia di giorno sia di notte.

All'epoca non esistevano le console.
Non si parlava ancora della guerra tra Wii, PS, XBOX e non esistevano le portatili PSP e DS...
Era l'epoca dei PC ed io ero alle prese con il mio primo computer, un vecchio i386SX (senza coprocessore matematico) con un monitor da 14'' che emetteva più radiazioni di una centrale nucleare a pieno regime ed un modem esterno da 14.4Kb/s che si connetteva solo alle BBS ed era costato più dell'autoradio di mio padre.
Il sistema operativo era il DOS con la sua suddivisione della memoria RAM in memoria bassa ed alta e si affacciava il windows 3.0 con le sue icone allegramente scopiazzate dall'Amiga.

Su questo computer passai molte ore liete in compagnia di Duke Nukem 3D che mi permise, inconsapevolmente, di conoscere meglio il computer.
Duke Nukem girava in memoria bassa ma, tipicamente, il DOS utilizzava questo spazio per caricare una serie di programmi residenti in memoria utili alla gestione del PC.
Per questo motivo iniziai a studiare il sistema operativo, a conoscere i file di configurazione, a smanettare con l'help in linea e tutto per liberare la memoria bassa al fine di giocare...
In questo modo conobbi l'autoexec.bat ed il config.sys e tutto ciò mi incuriosì non poco.
Il passaggio successivo furono i primi passi verso il basic e gli script di configurazione automatica che mi permettevano il caricamento in fase di boot dei programmi a seconda dell'uso che dovevo fare del computer.

Successivamente insieme a due amici decidemmo di usare Duke Nukem per giocare in rete.
I computer non erano portatili e quindi si partiva da casa caricandosi a spalle il case, il monitor formato padellone e cavi ovunque.
Si organizzavano le serate/weekend a casa di uno o dell'altro partendo il sabato sera, tirando fino a tardi, e a volte si dormiva nella stessa casa per ripartire con la domenica ludica...

Router, cavi di rete, switch? All'epoca non ne conoscevamo l'esistenza o forse proprio non esistevano o probabilmente costavano troppo perchè potessimo prenderli in considerazione ed allora via di cavo seriale per connettere due PC tra di loro.
Ma solo due per volta ed il terzo, a rotazione, stava a guardare :-)
Ecco la nostra "rete".
La connessione, però, nonostante i computer fossero solo due per volta era lentissima e dopo nottate a cercar di capire quale potesse essere il problema (internet non c'era e noi avevamo 17 anni!!), scoprimmo che la seriale è intrinsecamente lenta per questo genere di giochi che necessitano lo scambio di molte informazioni al secondo.

Decidemmo quindi di passare alla porta parallela ed anche qui le serate passate insieme per far dialogare i computer non si contano...
Tra coca cola, riavvii, perplessità varie riuscimmo anche in questa impresa: e si parla di windows 3.0!!
L'emozione provata quando i due PC iniziarono a parlarsi è ancora viva dentro di me.

Uno dei due miei amici, però, aveva un 486DX (con coprocessore matematico), un mostro di un altro pianeta rispetto al mio povero i386SX che soffriva di potenza di calcolo quando doveva elaborare oltre alla grafica anche la connessione.
Un altro computer costava troppo (soprattutto all'epoca e dato il fatto che i soldi erano dei genitori e non miei...) ma ero intenzionato a giocare ad armi pari.
Per questo motivo iniziai a comprendere cosa fosse una scheda madre, un coprocessore matematico, la RAM e tutte ste cosette...
Ipotecando (presso i miei genitori) la paghetta dei successivi 6 mesi comprai, infine, un coprocessore e lo saldai sulla scheda madre insieme ad un amico perito (tra fioretti e preghiere rivolte a San Circuito che non mi facesse bruciare nulla....) e cambiai la memoria RAM aggiungendo un banco da 2Mb (!!!) duplicando la precedente RAM.

Finalmente ero operativo e le serate si fecero molto più animate tra urla di gioia quando si vinceva e i fischi quando si perdeva, tra appostamenti virtuali e battaglie all'ultimo sangue con pugnali, bazooka, mitragliette e armi speciali!

Se siete arrivati fino a qui a leggere, probabilmente vi starete chiedendo il motivo di questo post...
Tutti questi ricordi sono venuti fuori quando ho letto, in questi giorni del porting del gioco denominato Duke Nukem 3D su Linux...
Mi son tornate alla mente le ore passare a fare i miei primi abbozzi di hacking, le ore di gioco davanti al monitor, i giorni insieme agli amici a fare le scoperte nel mondo dell'informatica che mi hanno condotto a utilizzare questi strumenti nella vita di tutti i giorni e nel mio lavoro.

Insomma.... leggendo questo articolo mi sono tornate vecchie emozioni alla mente... emozioni informatiche incomprensibili e forse deprecabili da chi non ha vissuto le medesime esperienze ma pur sempre emozioni!

martedì 27 luglio 2010

Barcode QR 2D

Barcode o Codici a barre

I codici a barre nascono nel 1948 all'università di Drexel con lo scopo di automatizzare le operazioni di cassa in una catena di prodotti alimentari.
Oggi sono adottati in tutti i supermercati, nelle edicole, nei negozi di elettronica ed in generale in qualsiasi attività che necessiti della catalogazione di oggetti, della gestione di un magazzino, carico/scarico merci e quant'altro.

Questi codici hanno goduto di una enorme diffusione grazie soprattutto alla intrinseca duttilità, alla facilità di lettura da parte dei lettori ottici e quindi da parte di un computer e alla capacità di essere stampati in spazi molto ristretti.
Essi, però, hanno un limite piuttosto importante: la quantità di dati che può immagazzinare è alquanto limitata.
Un codice a barre, infatti, può rappresentare una parola o un numero ma non un intera frase o un indirizzo web o, ancora, un testo.

Esistono diversi "standard" in commercio. In Italia tra i più diffusi ci sono l'EAN ed il Farmacode.


Codici a barre 2D QR

Nel 1994 la società giapponese Denso-Wave ha inventato un codice a barre a matrice e quindi in due dimensioni come la figura qui a fianco. Questo tipo di codici possono contenere molte più informazioni rispetto i codici a barre tradizionali.
Nel 2000 la società rilasciò con licenza libera il codice QR e questo permise a questo standard di diventare sempre più diffuso.
Con il proliferare di cellulari smartphone e di palmari dotati di telecamere sono nate molte applicazioni per la lettura dei codici QR su tali apparecchi.
In questo modo si possono memorizzare informazioni sul proprio cellulare in modo molto veloce ed agevole quali, ad esempio, ad una VCARD (lo standard per i contatti nella rubrica), ad un indirizzo internet, ad un testo e molto altro ancora: basta puntare il codice a barre e il cellulare lo riconosce automaticamente e propone il salvataggio della lettura nella applicazione corretta.


Applicazioni

Esistono molte applicazioni utili a generare e leggere codici a barre QR.
In particolare, dato che adoro i cellulari Nokia serie N, voglio proporvi alcune informazioni che gravitano intorno a questo mondo.
Crea un codice QR con il sito mobilcodes di Nokia. In questa pagina puoi scegliere se generare un link, un testo o una VCARD e il sito, oltre a generare il codice richiesto fornisce anche un URL da collegare sul proprio sito o blog come l'immagine riportata sopra da me.
Scarica una applicazione seguendo uno dei link dal sito mobilcodes di Nokia. Personalmente mi trovo molto bene con I-nigma Reader ma ho sentito parlare bene anche degli altri software.


Conclusioni

Negli ultimi anni questi codici stanno davvero spopolando. Alcuni cartelloni pubblicitari su strada o sui mezzi di trasporto e campagne di marketing espongono codici 2D.
Allo SMAU 2010 erano un ingrediente fisso in quasi tutti gli stand e mi è anche capitato di vederli sulle tovagliette personalizzate di alcuni bar della mia città.
Penso che nei prossimi anni avranno una diffusione sempre maggiore ad oggi limitata solo dalla gioventù di questo standard che decreta ancora poca conoscenza da parte della maggior parte degli utenti.

lunedì 14 giugno 2010

Graphviz, grafi automatici professionali

Premessa

In alcuni ambiti lavorativi, i grafi possono essere estremamente utili.
Si pensi al mondo della programmazione, quando si vuole visualizzare la relazione tra gli oggetti creati in un programma.
Un altro esempio è rappresentato da un organigramma aziendale quando si desidera vedere la gerarchia organizzativa che parte dal consiglio di amministrazione e scende diramandosi fra direzioni, servizi e così via.
Copiando la definizione da wikipedia del termine Grafo: "I grafi sono strutture matematiche discrete che rivestono interesse sia per la matematica che per un'ampia gamma di campi applicativi. In ambito matematico il loro studio, la teoria dei grafi, costituisce un'importante parte della combinatoria; i grafi inoltre sono utilizzati in aree come topologia, teoria degli automi, funzioni speciali, geometria dei poliedri, algebre di Lie. I grafi si incontrano in vari capitoli dell'informatica (ad esempio per schematizzare programmi, circuiti, reti di computer, mappe di siti). Essi inoltre sono alla base di modelli di sistemi e processi studiati nell'ingegneria, nella chimica, nella biologia molecolare, nella ricerca operativa, nella organizzazione aziendale, nella geografia (sistemi fluviali, reti stradali, trasporti), nella linguistica strutturale, nella storia (alberi genealogici, filologia dei testi)."
Esistono decine se non centinaia di software che permettono di creare grafi. Alcuni semplici, altri complessi; alcuni automatici e a riga di comando, altri visuali.
Oggi vorrei presentarvi un software che mi ha rapito per la flessibilità e la capacità di generare grafi di ottima qualità. Sto parlando di Graphviz.

Graphviz

Graphviz è un software coperto dalla Common Public License Ver 1.0.
Questo significa che è possibile scaricarlo ed installarlo liberamente.
Come quasi tutti i software da me trattati è multipiattaforma: esso, infatti, gira su Linux, Windows e Mac.
Il software è utilizzabile a riga di comando e usufruisce di un semplice linguaggio di programmazione che "spiega" le relazioni fra i blocchi all'interprete: basta scrivere un semplice file di testo con le relazioni, darlo in pasto all'interprete e questo genererà il grafo.
Questa è la parte più interessante perchè il grafo creato con Graphviz è estremamente personalizzabile; si può infatti definire la forma di ciascun blocco, il colore di sfondo, il tipo di freccia e la sua consistenza.
Il sito web è pieno di molti esempi e la documentazione specifica non manca.
I formati di output del grafo sono molteplici: Graphviz, infatti, può generare immagini jpg, gif, png utili per presentazioni o documenti in generale ma anche il prezioso formato eps per essere importato in LaTeX.
Diversi sono i linguaggi di programmazione che si interfacciano nativamente a questo software. Personalmente ho utilizzato con soddisfazione pydot, l'interfaccia python a graphviz ma la risorse collegate a questo programma sono molteplici.
In definitiva, per tutti coloro che hanno bisogno di generare grafi in modo più o meno automatico, consiglio vivamente l'utilizzo di Graphviz. I risultati saranno sicuramente all'altezza delle aspettative!

lunedì 1 febbraio 2010

CCleaner, non solo pulizia del registro di windows

Premessa

Ho acquistato da qualche settimana un EEEPC della Asus ed ho passato diverso tempo ad installare e disinstallare diversi software sul portatile.
In questo modo il sistema, per altro non particolarmente performante, ha risentito delle continue variazioni nel file di registro che abbonda di voci inutili che deficitano le prestazioni generali.
Da qui la esigenza di trovare uno strumento che mi aiutasse a fare pulizia sul registro.
Girando su internet mi sono imbattuto su CCleaner e questo post riguarda proprio questo software...

CCleaner, non solo pulizia del registro...

CCleaner è un software freeware per Windows che aiuta l'utente nell'intento sopra esposto.
Il registro di sistema, infatti, tende ad ingrandirsi a dismisura con l'utilizzo giornaliero riempiendosi di voci "spazzatura" e questo rallenta le performance di un computer con l'andar del tempo.
Aprendo il programma, però, ci si accorge che in realtà CCleaner fa molto di più...

Pulizia

Tra le funzioni subito proposte dal pulsante "Pulizia" ci sono:
  • Rimozione dei file temporanei, della cronologia, cookies, index.dat su Internet Explorer.
  • Eliminazione dei file temporanei, cronologia, cookies, cronologia dei download su Firefox.
  • Svuotamento del Cestino, Documenti recenti, File temporanei e File di Log su Windows.
  • Rimuove i file temporanei, le liste dei file recenti da diverse applicazioni come Opera, Media Player, eMule, Kazaa, Google Toolbar, Netscape, MS Office, Nero, Adobe Acrobat, WinRAR, WinAce, WinZip...
Queste opzioni sono molto utili perchè permettono di pulire il sistema di file obsoleti e/o inutili.

Registro

Le funzionalità che mi hanno fatto avvicinare a questo software, però, riguardano il secondo pulsante denominato "Registro".
Questo pulsante permette di effettuare la pulizia del registro con la rimozione delle chiavi non utilizzate o vecchie facendo anche un controllo sul File Extensions, ActiveX Controls, ClassIDs, ProgIDs, Uninstallers, Shared DLLs, Fonts, Help File, Application Paths, Icons: tutte le volte che vengono effettuate queste operazioni viene salvato il registro prima delle modifiche.


Le modifiche del file di registro vengono tenute in grande considerazione anche per la loro intrinseca delicatezza.
Viene quindi proposto il salvataggio del registro prima di effettuare qualsiasi operazione su di esso.
Inoltre per ciascuna voce della quale si propone l'eliminazione, CCleaner richiede una conferma e l'utente può sempre decidere di non cancellare quella opzione se lo ritiene necessario o non sa di cosa si tratti e non vuole rischiare.

Questa funzionalità è, a mio avviso, la più utile del programma.

Strumenti

Il tasto successivo è "Strumenti".
Gli strumenti sono un vettore importante che si articolano in altri tre sotto menù:
  • Disinstallazione Programmi: permette di disinstallare il software installato nel sistema. La stessa operazione si può raggiungere dal "Pannello di Controllo" di Windows alla voce "Installazione Software" ma la sensazione avuta è quella di una rimozione più efficace e radicale soprattutto quando si è parlato del Norton antivirus. Questo programma è stato installato dalla casa prodruttrice ma personalmente lo trovo invasivo, pesante e poco interessante. Ho sempre trovato difficile disinstallare questo antivirus efficacemente ma CCleaner ha svolto questo compito in maniera entusiasmante.
  • Avvio: permette di disattivare o riattivare i programmi da far partire (tipo servizi di varia natura, skype, eMule o altri..) in fase di avvio del sistema. E' una funzionalità particolarmente interessante perchè differenzia con molta cura i software e ci si può rendere conto della marea di programmi ed utility che il nostro sistema viene obbligato ad attivare in fase di boot.


Opzioni

L'ultima funzionalità che viene presentata dal programma è la voce "Opzioni".
Le opzioni, come dice il vocabolo, permettono di personalizzare il funzionamento di CCleaner.


Conclusioni

In definitiva questo software mi ha davvero entusiasmato.
Pur essendomi avvicinato solo per la pulizia del file di registro, ho trovato un valido alleato nella gestione di un sistema operativo che nasconde molte.... troppe funzionalità.
A mio avviso è da provare dato anche il suo esiguo "peso" in byte e al fatto che sia gratuito.

venerdì 4 dicembre 2009

cdparanoia - cd audio in formato WAV



Dopo l'articolo su come usare i cdrtools e quindi lavorare e masterizzare CD, DVD e Bluray, parleremo oggi di un altro software molto interessante: cdparanoia.
Questo programma, in realtà, è una libreria usabile solo in ambiente Linux e sfruttata da numerose GUI: permette di estrarre le tracce audio presenti su un cd musicale e riversarle sull'hard disk come file in formato WAV.
Questo genere di software viene anche definito ripper e cdparanoia è senza dubbio uno dei migliori in circolazione.
Probabilmente alcuni lettori e utilizzatori di linux conoscono cdda2wav: l'oggetto di questo post ne è la riscrittura.

CDparanoia 9 e 10 supportano in modo ottimale supporti ATAPI, IDE-SCSI e SCSI e sotto il kernel 2.6 viene aggiunto il supporto SG_IO che è l'interfaccia di default dei moderni CDROM.
Sono supportati anche i driver USB sempre attraverso SG_IO.

Di particolare nota anche la pagine delle Frequently Asked Question (FAQ) e del manuale (Manuale) presenti sul sito.

Esempi pratici

Per ricercare un driver da utilizzare con relativo report il comando da usare è:
       cdparanoia -vsQ
Per estrarre l'intero disco creando un file per ogni traccia:
       cdparanoia -B
Estrarre la traccia numero 1 dal 0:30.12 a 1:10.00
       cdparanoia "1[:30.12]-1[1:10]"
Estrarre dall'inizio del disco alla traccia numero 3:
       cdparanoia -- "-3"
Estrarre la traccia 3 e 6 nel file myrip.wav
       cdparanoia -- “3-7” myrip.wav
Estrae la medesima traccia in formato AIFF,AIFC
       cdparanoia -f -- “3”
cdparanoia -a -- “3”
Nei prossimi articoli si parlerà ancora di manipolazione file audio

giovedì 3 dicembre 2009

CDRTools - utility per masterizzare e lavorare con CD, DVD, BluRay

Premessa

Il termine "masterizzare" significa memorizzare su un supporto ottico (quali, ad oggi, CD/DVD/BluRay) file di varia natura e genere. La masterizzazione può essere permanente o, nel caso dei riscrivibili, si possono cancellare i dati e sostituirli.
Quando si parla di masterizzazione, la maggior parte degli utenti associa, a questa parola, un famoso software denominato Nero Burning Rom (chiamato per brevità "Nero").
Questo programma indubbiamente molto valido gira esclusivamente su windows (anche se da qualche tempo ho visto che hanno fatto anche la versione alpha per linux) e soprattutto non è gratuito.
Nell'articolo che segue vi propongo un metodo alternativo di gestire i supporti ottici con alcuni strumenti creati su sistemi *unix ma utilizzabili anche su windows (e senza le cygwin...).
I cdrtools sono utility a riga di comando create nel lontano 1996 ed evolute nel tempo.
Esistono svariate interfacce grafiche (GUI) che aiutano l'utente ad utilizzarle senza dover imparare lunghe stringhe di comandi.
In questo articolo, tuttavia, ci concentreremo sulla riga di comando e in prossimi articoli vedremo alcune GUI.

Cdrtools


Copiando direttamente dal sito di riferimento di questo strumento, possiamo vedere che cdrtools è composto dai seguenti software:
  • cdrecord Il programma per masterizzare un CD/DVD/BD
  • readcd Un programma per leggere e clonare CD/DVD/BD multimediali
  • cdda2wav Il più evoluto estrattore CD-audio con il supporto di "paranoia"
  • mkisofs Un programma per creare filesystems ibridi ISO9660/JOLIET/HFS con attributi Rock Ridge opzionali
  • isodebug Un programma per stampare le informazioni di debug di mkisofs
  • isodump Un programma per fare il dump di ISO-9660
  • isoinfo Un programma per analizzare e verificare filesystems ISO/9660/Joliet/Rock-Ridge
  • isovfy Un programma per verificare le strutture ISO-9660
  • rscsi Un demone per abilitare il Remote SCSI

Mkisofs

Questo comando permette di creare delle immagini ISO. Tali immagini sono quelle che il comando successivo, cdrecord, riesce a masterizzare su disco.
Dopo aver raccolto i files e le directory da masterizzare in una unica cartella, è possibile procedere alla creazione della ISO con il seguente comando:
mkisofs -r -o immagine.iso cartellaconfiles
L'opzione -r permette, fedelmente al protocollo Rock Ridge, di memorizzare dentro l'immagine anche informazioni aggiuntive sui files, preservando il nome originario ed impostando i permessi in maniera ottimale per un CD: read/execute globale, write cancellato e i bits special mode sono cancellati perchè inutilizzabili su un CDROM.
Molti CDROM sono avviabili o, per dirla all'inglese, bootable. Questa possibilità è uno standard chiamato “El Torito”.
El Torito gestisce il CD come se fosse un floppy ed il BIOS può avviarlo in fase di boot.
Se si vuole rendere avviabile il CD si necessita di una immagine di floppy adatta.
Qualsiasi CD di una distribuzione linux come Debian, RedHat o altre hanno questa immagine nel proprio CD pronta all'uso: si chiama boot.img.
Prima di creare l'immagine da masterizzare si aggiunga una cartella di nome boot dentro la directory che contiene tutti i files. Si metta il file boot.img in questa sottocartella e si crei l'immagine finale con il seguente comando:
mkisofs -r -b boot/boot.img -c boot/boot.cat -o immagine.iso cartella
Ovviamente l'opzione -b seguita dall'immagine avviabile dichiara cosa deve essere avviato in fase di boot mentre l'opzione -c indica il nome del catalogo (automaticamente creato da mkisofs) richiesto da El Torito.

Mount di una immagine

A questo punto è possibile visualizzare ciò che c'è dentro l'immagine appena creata (o, ovviamente, in una immagine qualsiasi).
Per fare questo bisogna "montare" l'immagine dentro una directory con il seguente comando:
mount -r -t iso9660 -o loop cdimage.iso /mnt 
L'immagine sarà, a questo punto, navigabile come se il suo filesystem fosse dentro /mnt.

Cdrecord

E' senza dubbio il software più interessante della suite.
Prima di tutto è necessario conoscere il bus del masterizzatore. Se questa informazione non è in nostro possesso basta digitare il seguente comando:
cdrecord -scanbus
L'output del comando varia da situazione a situazione e a seconda del supporto usato. In generale dovrebbe assomigliare alla seguente riga
0,4,0  4) 'HP  ' 'CD-Writer+ 9600 ' '1.0a' Removable CD-ROM
A questo punto usando la prima informazione 0,4,0 che ci indica il bus del masterizzatore trovato, siamo in grado di masterizzare una immagine ISO:

cdrecord -v speed=8 dev=0,4,0 immagine.iso
Leggermente diverso il caso in cui, al posto di creare un cd di dati si voglia masterizzare un cd con tracce audio da ascoltare su uno stereo. In tal caso, si devono avere una serie di file in formato WAV in una cartella e digitare il seguente comando (si noti che molti lettori non leggono i CDRW; meglio usare dei CDR):
cdrecord -v dev=0,0 -dummy -dao -useinfo -pad -audio *.wav
Il software restituisce una serie di informazioni estremamente utili per l'analisi dell'esito del comando che riportiamo di sotto:

Cdrecord 2.0 (i686-suse-linux) Copyright (C) 1995-2002 Jörg Schilling
TOC Type: 1 = CD-ROM
cdrecord: Warning: not running as root user, fs= option ignored.
scsidev: '0,4,0'
scsibus: 0 target: 4 lun: 0
Linux sg driver version: 3.1.24
Using libscg version 'schily-0.7'
cdrecord: Warning: using inofficial libscg transport code version
(okir@suse.de-scsi-linux-sg.c-1.75-resmgr-patch '@(#)scsi-linux-sg.c
1.75 02/10/21 Copyright 1997 J. Schilling').
atapi: 0
Device type : Removable CD-ROM
Version : 4
Response Format: 2
Capabilities : SYNC
Vendor_info : 'HP '
Identifikation : 'CD-Writer+ 9600 '
Revision : '1.0a'
Device seems to be: Generic mmc CD-RW.
Using generic SCSI-3/mmc CD-R driver (mmc_cdr).
Driver flags : MMC-2 SWABAUDIO
Supported modes: TAO PACKET SAO SAO/R96R RAW/R96R
Drive buf size : 4183552 = 4085 KB
FIFO size : 4194304 = 4096 KB
Track 01: data 648 MB
Total size: 745 MB (73:50.37) = 332278 sectors
Lout start: 745 MB (73:52/28) = 332278 sectors
Current Secsize: 2048
ATIP info from disk:
Indicated writing power: 7
Is not unrestricted
Is not erasable
ATIP start of lead in: -11597 (97:27/28)
ATIP start of lead out: 336601 (74:50/01)
Disk type: Short strategy type (Phthalocyanine or similar)
Manuf. index: 20
Manufacturer: Princo Corporation
Blocks total: 336601 Blocks current: 336601 Blocks remaining: 4323
RBlocks total: 346489 RBlocks current: 346489 RBlocks remaining: 14211
Starting to write CD/DVD at speed 12 in real TAO mode for single
session.
Last chance to quit, starting real write 0 seconds. Operation
starts.
Waiting for reader process to fill input buffer ... input buffer ready.
Performing OPC...
Starting new track at sector: 0
Track 01: 648 of 648 MB written (fifo 100%) [buf 99%] 12.1x.
Track 01: Total bytes read/written: 680501248/680501248 (332276
sectors).
Writing time: 400.168s
Average write speed 11.9x.
Min drive buffer fill was 99%
Fixating...
Fixating time: 22.958s
cdrecord: fifo had 10719 puts and 10719 gets.
cdrecord: fifo was 0 times empty and 10592 times full, min fill was 93%.

Tra le informazioni di maggiore importanza c'è l'ultima riga che informa se la coda FIFO è sempre vuota. Se questo numero è sempre basso o si abbassa durante il processo, è necessario chiudere le applicazioni che occupano troppa CPU durante la masterizzazione.

Conclusioni


Molte persone, per pigrizia, tendono a snobbare i software senza interfaccia grafica. C'è da dire che i CDRTools sono dei programmi potentissimi sui quali tutte le interfacce di masterizzazione presenti su linux si basano.
Inoltre, se usati su un PC vecchio, si può trasformarlo in stazione di masterizzazione sempre pronta ed evitare di aggiungere masterizzatori sulla macchina usata tutti i giorni.

lunedì 30 novembre 2009

TechnoRiver: creare codici a barre su windows

Per creare codici a barre esistono moltissimi plugin, software per qualsiasi sistema operativo.

Per windows la maggior parte dei software è shareware o in versione demo.

TechnoRiver è un piccolo plugin; una volta installato, se si apre wordpad o un qualsiasi altro software di gestione testi, è possibile andare nel menù Inserisci->Oggetto.

A questo punto nella lista degli oggetti troverete anche la voce "TechnoRiver Freebar component" come in figura.

Una volta selezionato potete scrivere il vostro codice in formato CODE39.

Semplice e veloce può essere una buona alternativa gratuita ad altri software di questo genere.

martedì 17 novembre 2009

Tiddlywiki: un wiki semplicissimo da usare

Premessa

Un wiki è un sistema di condivisione formidabile che permette a più utenti di modificare le pagine direttamente su web senza programmi esterni, senza dover installare software ma interagendo direttamente con il nostro browser. Esistono diversi esempi di wiki su internet ma, a titolo di esempio, basti citare wikipedia la più famosa enciclopedia online redatta completamente da volontari in tutti il mondo e in diverse lingue grazie al wiki.
La maggior parte dei wiki sebbene del tutto trasparente per l'utente e facile da usare (come la struttura usata da wikipedia denominata mediawiki), richiedono l'installazione di software su un server di diversi software quali un webserver (solitamente apache), un sql server (solitamente Mysql) ed un linguaggio che interpreti le informazioni ed i contenuti (solitamente PHP) restituendo una pagina facilmente fruibile dall'utente.

Tiddlywiki: facilità d'uso prima di tutto

Tiddlywiki, a differenza degli altri strumenti che permettono di creare dei wiki, sfrutta una tecnologia decisamente più semplice.
In parole povere, l'utente deve semplicemente scaricare il file,
aprirlo con il browser e iniziare ad usarlo. Punto. I suoi punti di forza sono che non
è necessaria alcuna installazione, la possibilità di utilizzo è agevole con qualsiasi sistema operativo (Linux, Mac, Windows) e qualsiasi browser (Firefox, Camino, Explorer) e soprattutto, estrema portabilità: si può infatti mettere il file su una chiavetta e portarsela in giro sempre con sè.
Ovviamente, per contro, questo wiki ha un uso prettamente personale o, comunque, non permette l'aggiornamento da parte di troppi utenti contemporaneamente. La sua pretesa, comunque, non va certo in questa direzione.
Andando sul tecnico si può dire che gestisce tutti i contenuti in un unico file html ed il motore che permette la modifica, l'aggiornamento, l'aggiunta e la visualizzazione dei contenuti è una serie di javascript che vengono automaticamente caricati sul browser quando apro il file.

Opzioni, configurazioni, informazioni

Il sito principale è http://www.tiddlywiki.com/. Da qui, premendo il link download, si può scaricare il file.
Se si vuole avere una panoramica dei comandi e della sintassi da usare, è possibile fare riferimento a questa pagina http://tiddlywiki.org/wiki/TiddlyWiki_Markup.
TiddlyWiki mette a disposizione anche dei plugin quali la creazione di feed RSS e altre amenità; non avendone ancora testati, però, non mi esprimo in merito ma se qualche lettore ne avesse provati può scrivermelo volentieri.

martedì 22 settembre 2009

Blat: mail automatiche da Windows

Premessa

Ci sono delle situazioni in cui si desidera l'invio di mail in maniera automatica.
In ambiente Linux e MacOSX questa è una operazione molto semplice grazie al comando mail.
In ambiente Windows, al contrario, non esistono dei programmi all'uopo integrati nel sistema.
Questa esigenza è particolarmente sentita da coloro che amministrano server o macchine remote con windows delle quali, magari, si vuol conoscere periodicamente lo stato di salute o informazioni di varia natura.
Un'altra situazione può essere l'utente che vuole spedire delle newsletter a coloro che sono abbonati al proprio sito web etc etc etc.
In questo articolo vi parlerò di Blat, un ottimo programmino che risponde a queste esigenze in ambiente Windows.

Blat: invio di mail da Prompt MsDOS

Blat è una piccola utility gratuita che funziona da linea di comando e consente di inviare e-mail singole o a più utenti contemporaneamente (tipo newsletter).
Gli autori informano che è possibile usarla anche per fare dello SPAM ma, in questo caso, è necessario pagare 10.000$ agli autori stessi.
Ad un messaggio creato con Blat si possono allegare testi o file in generale con codifica qualsiasi ma non è finita qui.
E' anche possibile mandare mail a server NNTP (server newsgroup) ed in generale qualsiasi tipo di mail siamo abituati a spedire con il nostro programma di posta, blat può inviarlo da linea di comando.
Con delle discrete capacità di programmazione lo si può facilmente integrare all'interno di script che elaborino dei dati ed inviino un report a vari destinatari e qualsiasi cosa la fantasia possa suggerire.

Download e installazione di BLAT

Il sito Web principale di questo
tool è: http://www.blat.net

Da qui è possibile scaricarlo ed installarlo tenendo conto che con poco meno di 100kb avrete un programma di invio mail pienamente funzionante.
Per l'installazione è sufficiente copiare l'esegubile nella cartella
C:\Windows
oppure C:\Windows\System32

Prima di inviare mail con Blat, però, è necessario procedere con una breve configurazione tramite il prompt dei comandi (si da per scontato che l'utente sappia aprire il prompt).
Tale configurazione consiste nell'informare il programma quale sia il Server SMTP di riferimento ed il nome
del mittente che apparirà a chi riceverà le future mail.
Per far ciò si può digitare un comando come segue:

blat -install mail.server.it prova@server.it

Dove mail.server.it è l'indirizzo del vostro server SMTP e prova@server.it
è l'indirizzo del mittente delle e-mail.
Se tutto è andato a buon fine, Blat risponderà che il server SMTP è stato impostato.
Purtroppo queste informazioni di profilo saranno immagazzinate nel registro di Windows e questo implica che se non siete amministratori del sistema sarete interdetti da tali modifiche.

Spedire un'e-mail con Blat

A questo punto tutto è pronto.
Possiamo cimentarci con il primo invio di mail:

blat - -to altraprova@gmail.it -subject "Prova" -body "Hello World"

Questa linea di comando è composta da quattro parametri:

  • (-) il trattino iniziale comunica al programma che il corpo del messaggio non sarà un file di testo ma seguirà una opzione -body.
  • -to comunica l'indirizzo mail del destinatario
  • -subject specifica l'oggetto della mail
  • -body da usare in concomitanza con il trattino iniziale: specifica il corpo del messaggio

Se invece del trattino iniziale si desidera scrivere un messaggio su un file di testo e spedirlo come corpo della mail, possiamo variare il comando precedente come segue:

blat prova.txt -to altraprova@gmail.it -subject "Prova"

In questo caso abbiamo specificato che il corpo dell'e-mail dovrà essere
preso dal file prova.txt
Oltre alle opzioni specificate in questo breve articolo ve ne sono molte altre disponibili. Come sempre accade per questo tipo di utility, esiste una opzione di help che ci viene in aiuto:

blat /?

Come detto precedentemente questo strumento è utilissimo soprattutto se inserito nel contesto di uno script.
Sicuramente colma una lacuna, secondo me enorme, del sistema operativo in questione che non prevede uno strumento integrato che risponda a questa esigenza.

lunedì 14 settembre 2009

Gresistor: resistenze su Linux

Le resistenze

Nell'utilizzo di componenti
elettronici come quelli legati al mondo
Arduino, si utilizzano spesso delle resistenze.
Il valore di una resistenza è definita tipicamente da quattro o cinque bande colorate (di cui le prime tre sempre presenti) che, tramite un codice colori, definiscono il valore del componente.
Le prime due bande definiscono il valore numerico:


La terza banda rappresenta il moltiplicatore. Ipotizzando un valore numerico di 22, se il moltiplicatore è 1 il componente misura 22 ohm, se il moltiplicatore è 10 la misura di un multimetro sarà 220 ohm e così via.


La banda successiva identifica la tolleranza. Essa non è sempre definita essendo, quindi opzionale.
Se la tolleranza è +- 10% vuol dire che il valore della resistenza varia in tale intervallo:


La temperatura di riferimento è una banda che si trova soltanto nei componenti di precisione.
La cito di seguito ma si trova davvero di rado nell'elettronica amatoriale:


Un esempio di una resistenza
con le bande di riferimento è visibile di seguito:






Gresistor: software per resistenze su Linux

Per coloro che non sono molto pratici, il calcolo del valore della resistenza sotto mano non è sempre immediato.
Esistono diversi tool su internet che aiutano in questi casi ma non sempre la connessione al web è disponibile.
Se utilizzate Linux, dunque, consiglio
gresistor, un semplicissimo software che soddisfa l'esigenza di conoscere quanto vale una resistenza in una pratica finestra.
Dopo averlo scaricato e scompattato è necessario diventare utente root.
Da shell basta lanciare i seguenti comandi:

python setup build
python setup install


A questo punto il software è disponibile dal menù Accessori → Gresistor e di seguito potete vederlo all'opera.