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lunedì 14 febbraio 2011

SQLite da riga di comando (1)

La seconda parte qui: SQLite da riga di comando (2).

Premessa

Come visto in unhttp://www.blogger.com/img/blank.gif precedente articolo, sqlite è un piccolo sistema di database embedded che è stato scelto da molti applicativi per le sue caratteristiche di leggerezza e duttilità come sistema di archiviazione delle informazioni. Giusto per fare qualche nome cito il browser Firefox e il visualizzatore di immagini F-Spot .
SQLite ha diverse interfacce grafiche e via web (scritte in php) per la gestione ma, in questo articolo, vediamo come utilizzarlo da riga di comando.
Personalmente trovo questa modalità estremamente comoda perchè permette di fare degli script in maniera estremamente rapida.
Dopo averlo scaricato dalla pagina del download ed averlo scompattato è pronto per essere utilizzato.
Su windows si può entrare nel prompt del MSDOS (Start->Esegui... digitare cmd e premere invio) mentre su Linux si entra in una shell come gterm o xterm.
A questo punto dobbiamo entrare nella cartella nella quale si è scompattato sqlite e digitando sqlite3 seguito da un invio si avvia la shell interattiva del programma come si può vedere nella immagine sopra.
Vediamo alcuni comandi...

Comandi per iniziare sulla shell interattiva

I comandi che iniziano con il punto sono propri di sqlite e non del linguaggio SQL. Tramite questi comandi si può dialogare con il sistema. Ad esempio digitando:
.help

si entra nell'help del programma e si vede la lista dei comandi come nella schermata riportata sopra.

Supponiamo di voler fare una piccola rubrica personale.
A questo proposito apriamo Excel o OpenOffice Calc e sulla cella A1 del Foglio1 scriviamo "Cognome", nella cella B1 "Nome", nella cella C1 "Telefono".
Nelle celle sottostanti si scrivano una serie di cognomi, nomi, telefoni.
A questo punto si salvi il file in formato CSV (è necessario, nella finestra del salvataggio file scegliere come tipo di file il formato CSV) nella medesima cartella nella quale c'è l'eseguibile di sqlite.
La nostra base dati sarà pronta per essere importata.

Per poter interagire con il programma è bene creare, prima di tutto una tabella.
Sulla shell, dunque, si digiti il comando:
CREATE TABLE Nominativi (IDNominativo INTEGER PRIMARY KEY, Cognome VARCHAR(30), Nome VARCHAR(30), Telefono VARCHAR(15));
In questo modo abbiamo creato la tabella che conterrà i nostri dati.
Non ci resta che inserire alcuni dati con l'apposita istruzione:
INSERT INTO Nominativi (Cognome, Nome, Telefono) VALUES ('Rossi','Luca','333444555');
Ovviamente le istruzioni di INSERT possono essere molte e consecutive. Se poi vogliamo importare la tabella creata precedentemente con Excel o Calc possiamo fare come segue:
  • Prima di tutto si imposta il separatore dei campi nel file CSV. Personalmente apprezzo maggiormente il ";" che viene scelto di default anche da Excel e OpenOffice. Al contrario gli americani preferiscono la virgola. Ad ogni buon conto meglio definire prima il simbolo di separazione
  • Importare il file csv
.separator ";"
.import file.csv tabella

L'effetto di questa operazione sarà l'aggiunta dei nominativi precedentemente inseriti e salvati in CSV nella tabella.

Per salvare il proprio lavoro:
.backup database.sqlite

NB: questa piccola guida non vuole essere una completa guida esplicativa dei comandi.
Seguirà comunque a breve, un ulteriore approfondimento a questo argomento

La seconda parte qui: SQLite da riga di comando (2).

giovedì 20 gennaio 2011

Thunderbird con Exchange

Premessa

Ieri mattina il mio amministratore di rete è entrato nel mio ufficio e con voce sommessa mi ha sussurrato che c'era qualcosa di cui voleva parlarmi: "Abbandoniamo Exim, il server di posta per Linux... Passiamo ad Exchange di Microsoft.... sai i BlackBerry... la sincronizzazione con ActiveDirectory... ed ho già guardato se il **tuo** Thunderbird supporta Exchange ma mi sa di no...."
Ero sgomento: davanti a me si prospettavano 2 anni di posta da dimenticare e soprattutto addio al mio client di posta elettronica preferito!!!

Exchange, lavora su un protocollo che si basa su una sorta di IMAP "modificato" per dialogare con autenticazione SSL. Ovviamente il protocollo non è standard ma proprietario e si chiama OWA: Outlook Web Access!
Questo protocollo non è gestito nativamente da Thunderbird ma soltanto dal client di Microsoft.
Tuttavia il caro e vecchio Google mi ha aiutato ancora una volta suggerendomi DavMail.

In questo articolo, dunque, vedremo come fare ad interfacciare Thunderbird con Exchange tramite DavMail!

Cosa è DavMail


DavMail è un gateway, ovvero una sorta di "ponte" che permette di utilizzare la posta elettronica ed il calendario tramite software che lavorano con protocolli standard (POP3/IMAP per ricevere posta, SMTP per inviare posta, CalDav per il calendario, LDAP per la rubrica) anche con il protocollo OWA di Exchange.
In poche parole, come spiega anche l'immagine qui sopra, la posta viene inviata e ricevuta su localhost.
Qui viene intercettata da DavMail che si pone come "server" tra Exchange ed il proprio client e "traduce" le richieste standard con il protocollo proprietario di Microsoft e viceversa.

La cosa estremamente interessante è che data la sua natura (è scritto in Java), può funzionare sia su Windows ma anche e soprattutto su Linux e MacOSX mettendo a disposizione di questi due sistemi operativi la possibilità di accedere al protocollo proprietario Microsoft pur mantenendo il proprio sistema operativo preferito.

L'installazione è semplice: per Windows si può seguire questa guida, mentre su Linux questa pagina.

E' possibile anche vedere la configurazione di Thunderbird in questa pagina.

Aggiungo la configurazione del mio DavMail in base alla richiesta di Alessandro (come si può vedere dai commenti in fondo a questa pagina):



Eventualmente sarà necessario abilitare la configurazione del proxy se ne usate uno in azienda.

Di seguito la configurazione del mio client di posta in ufficio :-)




mercoledì 19 gennaio 2011

Nuova release XFCE 4.8



Sono passati due anni dall'ultima versione di questo ottimo Window Manager e finalmente oggi è uscito XFCE 4.8!

Gli utenti di Windows e Mac, probabilmente non hanno idea di cosa sia un window manager ma gli utenti linux, da sempre, quando installano il proprio sistema scelgono il tipo di interfaccia grafica con la quale vogliono "relazionarsi" con il sistema operativo.
Le possibilità proposte dalle varie distribuzioni, solitamente, sono Gnome e KDE. La loro caratteristica è di essere estremamente piacevoli alla vista e piene di funzionalità aggiuntive.
Talvolta, però, proprio queste caratteristiche risultano pesanti da gestire da parte di computer non troppo performanti.

In realtà i gestori di finestre in circolazione sono molti; purtroppo alcuni seguono uno sviluppo lento (come XFCE), altri sono ormai abbandonati, altri ancora consigliati soltanto in caso di computer particolarmente obsoleti...
Personalmente ho sempre ammirato WMaker ma anche XFCE è un ottimo window manager degno di nota e la notizia che il suo sviluppo è ancora vivo non può che farmi piacere!

Il lavoro da parte dei programmatori è stato davvero buono.
Loro stessi, nel comunicato, appaiono essere estremamente soddisfatti del proprio lavoro.
Hanno eliminato componenti come ThunarVFS, HAL, udev, ConsoleKit e PolicyKit per rendere l’ambiente desktop ancora più moderno.
Adesso è possibile connettersi ad altre macchine o periferiche tramite diversi protocolli tra i quali SFTP, SMB e FTP.
Anche il file manager, Thunar, è stato aggiornato e migliorato molto.
Stesso miglioramento è toccato alle finestre, soprattutto quelle di dialogo che permettono di modificare le impostazioni.

Insomma, questa release costituisce un vero e proprio rinnovamento più che un semplice miglioramento estetico.
Vi lascio, dunque, alla galleria di immagini per ammirare gli screenshot di questo windows manager e vi invito a provarlo sul vostro sistema al più presto!!

giovedì 30 dicembre 2010

SQLite, libreria SQL in 200kb

Premessa

Qualche tempo fa, sempre su questo blog, ho scritto un articolo sui sistemi di database.
Tra i software citati, nel paragrafo denominato "librerie di database" ho fatto riferimento a sqlite.
L'articolo di oggi vuole approfondire la conoscenza di questo eccellente sistema ed in particolare fare una veloce panoramica che possa far venir voglia di utilizzarlo.

Cosa è sqlite e quando usarlo

SQLite è una libreria che permette di gestire dei database anche molto corposi (fino a 2Tb circa!!!) con molti accessi contemporanei in lettura in maniera rapida.
Esso non necessita di alcuna installazione (basta scaricarlo e si può iniziare ad usarlo!!) e non avvia alcun servizio.
Nonostante questo, può essere utilizzato sia in ambiente Linux, Windows e Mac, gestisce le transazioni, l'utilizzo del linguaggio SQL, delle viste e dei triggers.

Nella prima pagina del sito di riferimento, la cosa che colpisce subito sono gli sponsor che spingono all'uso di questo sistema. Sono aziende del calibro di Oracle, Symbian, Mozilla, Bloomberg e Adobe!

La licenza è decisamente molto aperta e permette la libera copia, modifica, pubblicazione, utilizzo e rivendita sia del codice sia della compilazione per qualsiasi utilizzo commerciale o meno.

SQLite crea un file dal quale legge e scrive direttamente i dati senza creare thread separati gestendo le code in maniera estremamente efficiente.
Questo permette di creare un database su un singolo file, portarlo in giro con una chiavetta o spedirlo via posta ad un amico in spazi estremamente contenuti.
Le dimensioni della libreria, infatti, variano dai 100kb ai 300kb (a seconda del sistema) e la memorizzazione dei dati è davvero contenuta.

Per questi motivi SQLite è particolarmente utile nell'utilizzo all'interno di cellulari, lettori MP3 e sistemi embedded in generale. Si presta ad immagazzinare i dati per siti web, analisi di dati e gestione di demo o piccoli database personali o aziendali.
Al contrario non può essere utilizzato per database che richiedono alti carichi di lettura/scrittura, basi di dati superiori ai 2Tb (!!) o applicazioni che necessitano della tecnologia client/server.

Interfaccia per l'uso di SQLite

SQLite non è dotato nativamente di interfaccia grafica per la gestione dei dati.
Esso fornisce una shell interattiva stile prompt di MSDOS dove è possibile inserire i comandi SQL come in questo esempio o dei comandi propri per l'impaginazione dei dati.
Intorno a questo sistema, però, sono sorte moltissime interfacce di terze parti, alcune opensource, altre proprietarie.
In una pagina del sito di riferimento c'è una lista completa di software tra i quali si può scegliere.
Personalmente utilizzo SQLiteAdministrator e SQLiteManager anche se il mio preferito è un plugin per Firefox SQLite Manager AddOn.
Tutti questi software permettono di gestire i dati di sqlite in maniera grafica se proprio non ci si vuole cimentare con la shell ed il linguaggio SQL.

Api e linguaggi di programmazione

La cosa più impressionante di sqlite è la quantità di linguaggi di programmazione che mettono a disposizione la possibilità di gestire un database con questo sistema.
Python, C++, Java, php, perl, .NET sono solo alcuni di questi.
Si può trovare l'elenco completo in questa pagina: SQLite Wrappers.
Come se non bastasse, sqlite mette a disposizione una shell non interattiva.
Tramite il proprio eseguibile, ifnatti, è possibile lanciare dei comandi anche dal prompt di MSDOS o dalla shell di Linux che creano tabelle, database, inseriscono dati e quant'altro: tutto ciò rendeo questo sistema estremamente utile anche in piccoli script di sistema per il logging.

Conclusioni

Grazie alla sua estrema duttilità, alle sue dimensioni contenute, alla sua licenza permissiva ed ai linguaggi che ne permettono l'utilizzo, SQLite è il candidato ideale per lo sviluppo di molteplici progetti siano essi personali sia professionali.
Nei prossimi articoli copriremo diversi aspetti di questo software.
Per il momento non rimane che scaricarlo ed iniziare ad utilizzarlo!

Emozioni informatiche e Duke Nukem 3D

Quando ero giovine, alla tenera età di 16 anni anelavo senza limiti al motorino.
I miei genitori, come tutti i genitori che non hanno avuto esperienze con le due ruote, in risposta alle mie spasmodiche preghiere... mi regalarono il mio primo computer...

Iniziò allora la mia avventura nel mondo dell'informatica e a 17 anni fui iniziato da alcuni compagni di classe ai giochi per computer grazie a Duke Nukem 3D.
Era uno sparatutto emozionante ed all'avanguardia per l'epoca che mi incollò per ore ed ore davanti allo schermo sia di giorno sia di notte.

All'epoca non esistevano le console.
Non si parlava ancora della guerra tra Wii, PS, XBOX e non esistevano le portatili PSP e DS...
Era l'epoca dei PC ed io ero alle prese con il mio primo computer, un vecchio i386SX (senza coprocessore matematico) con un monitor da 14'' che emetteva più radiazioni di una centrale nucleare a pieno regime ed un modem esterno da 14.4Kb/s che si connetteva solo alle BBS ed era costato più dell'autoradio di mio padre.
Il sistema operativo era il DOS con la sua suddivisione della memoria RAM in memoria bassa ed alta e si affacciava il windows 3.0 con le sue icone allegramente scopiazzate dall'Amiga.

Su questo computer passai molte ore liete in compagnia di Duke Nukem 3D che mi permise, inconsapevolmente, di conoscere meglio il computer.
Duke Nukem girava in memoria bassa ma, tipicamente, il DOS utilizzava questo spazio per caricare una serie di programmi residenti in memoria utili alla gestione del PC.
Per questo motivo iniziai a studiare il sistema operativo, a conoscere i file di configurazione, a smanettare con l'help in linea e tutto per liberare la memoria bassa al fine di giocare...
In questo modo conobbi l'autoexec.bat ed il config.sys e tutto ciò mi incuriosì non poco.
Il passaggio successivo furono i primi passi verso il basic e gli script di configurazione automatica che mi permettevano il caricamento in fase di boot dei programmi a seconda dell'uso che dovevo fare del computer.

Successivamente insieme a due amici decidemmo di usare Duke Nukem per giocare in rete.
I computer non erano portatili e quindi si partiva da casa caricandosi a spalle il case, il monitor formato padellone e cavi ovunque.
Si organizzavano le serate/weekend a casa di uno o dell'altro partendo il sabato sera, tirando fino a tardi, e a volte si dormiva nella stessa casa per ripartire con la domenica ludica...

Router, cavi di rete, switch? All'epoca non ne conoscevamo l'esistenza o forse proprio non esistevano o probabilmente costavano troppo perchè potessimo prenderli in considerazione ed allora via di cavo seriale per connettere due PC tra di loro.
Ma solo due per volta ed il terzo, a rotazione, stava a guardare :-)
Ecco la nostra "rete".
La connessione, però, nonostante i computer fossero solo due per volta era lentissima e dopo nottate a cercar di capire quale potesse essere il problema (internet non c'era e noi avevamo 17 anni!!), scoprimmo che la seriale è intrinsecamente lenta per questo genere di giochi che necessitano lo scambio di molte informazioni al secondo.

Decidemmo quindi di passare alla porta parallela ed anche qui le serate passate insieme per far dialogare i computer non si contano...
Tra coca cola, riavvii, perplessità varie riuscimmo anche in questa impresa: e si parla di windows 3.0!!
L'emozione provata quando i due PC iniziarono a parlarsi è ancora viva dentro di me.

Uno dei due miei amici, però, aveva un 486DX (con coprocessore matematico), un mostro di un altro pianeta rispetto al mio povero i386SX che soffriva di potenza di calcolo quando doveva elaborare oltre alla grafica anche la connessione.
Un altro computer costava troppo (soprattutto all'epoca e dato il fatto che i soldi erano dei genitori e non miei...) ma ero intenzionato a giocare ad armi pari.
Per questo motivo iniziai a comprendere cosa fosse una scheda madre, un coprocessore matematico, la RAM e tutte ste cosette...
Ipotecando (presso i miei genitori) la paghetta dei successivi 6 mesi comprai, infine, un coprocessore e lo saldai sulla scheda madre insieme ad un amico perito (tra fioretti e preghiere rivolte a San Circuito che non mi facesse bruciare nulla....) e cambiai la memoria RAM aggiungendo un banco da 2Mb (!!!) duplicando la precedente RAM.

Finalmente ero operativo e le serate si fecero molto più animate tra urla di gioia quando si vinceva e i fischi quando si perdeva, tra appostamenti virtuali e battaglie all'ultimo sangue con pugnali, bazooka, mitragliette e armi speciali!

Se siete arrivati fino a qui a leggere, probabilmente vi starete chiedendo il motivo di questo post...
Tutti questi ricordi sono venuti fuori quando ho letto, in questi giorni del porting del gioco denominato Duke Nukem 3D su Linux...
Mi son tornate alla mente le ore passare a fare i miei primi abbozzi di hacking, le ore di gioco davanti al monitor, i giorni insieme agli amici a fare le scoperte nel mondo dell'informatica che mi hanno condotto a utilizzare questi strumenti nella vita di tutti i giorni e nel mio lavoro.

Insomma.... leggendo questo articolo mi sono tornate vecchie emozioni alla mente... emozioni informatiche incomprensibili e forse deprecabili da chi non ha vissuto le medesime esperienze ma pur sempre emozioni!

mercoledì 13 ottobre 2010

Sistemi di Database

Premessa

I Database sono da sempre la mia passione.

Un database è, citando wikipedia, "un archivio strutturato in modo tale da consentire l'accesso e la gestione dei dati stessi (l'inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di particolari applicazioni software ad essi dedicate. Il database è un insieme di informazioni, di dati che vengono suddivisi per argomenti in ordine logico (tabelle) e poi tali argomenti vengono suddivisi per categorie (campi)".

In poche parole si identifica con questo termine una serie di dati immagazzinati in un computer: per fare degli esempi, è un database dalla semplice rubrica telefonica alla gestione di un magazzino, l'elenco delle fatture, l'elenco dei clienti di un hotel, le informazioni sui passaggi di un automobilista sotto le barriere telepass.... e così via dicendo.
Si può dire che il nostro mondo ormai non può più fare a meno dei sistemi di database!

Negli anni il concetto di database è stato ampliato e sviluppato in categorie di sistemi software che consentono la creazione, la modifica e la gestione in genere di database. Questi sistemi vengono chiamati Database Management System (DBMS).

Storia della organizzazione dei dati

Come risulta ovvio dalla premessa, le tecnologie che si sono sviluppate con gli anni dietro il concetto di database sono davvero molte.
Il primo problema fu trovare un sistema per organizzare le informazioni.

Inizialmente le applicazioni erano piuttosto semplici ed accedevano direttamente ai dati immagazzinati sul disco fisso secondo una logica pensata dal programmatore. Ovviamente ogni programmatore era libero di organizzare le informazioni come meglio credeva e questo creava molta etereogeneità e confusione nella gestione per la mancanza di standard.

Ben presto nacquero i primi sistemi di database semplici. Il primo in assoluto fu dbm creato dalla AT&T che supportava una struttura molto semplice sebbene altrettanto funzionale..

Tali strutture, però, crebbero in complessità in modo esponenziale e con essa il numero di persone che vi accedevano.
L'accesso diretto ai dati si rivelò presto carente e nacquero i DBMS "Database Managment System" ovvero sistemi che vennerò adibiti alla scrittura/lettura/modifica dei dati sul disco su richiesta di una o più applicazioni esterne.

Le strutture nell'organizzazione dei dati utilizzate furono diverse e si sono evolute nel tempo [fonte wikipedia]:
  1. gerarchica (rappresentabile tramite un albero e risalente agli anni sessanta),
  2. reticolare (rappresentabile tramite un grafo e risalente agli anni 70),
  3. relazionale (attualmente il più diffuso, rappresentabile mediante tabelle e relazioni tra esse e risalente agli anni settanta),
  4. ad oggetti (estensione alle basi di dati del paradigma "Object Oriented", tipico della programmazione a oggetti e risalente agli anni ottanta),
  5. semantica (rappresentabile con un grafo relazionale all'inizio del 2000).
Insieme alle strutture nacquero anche i linguaggi adibiti alla gestione delle stesse.
Senza dubbio uno dei linguaggi più conosciuti e noti è lo "Struttured Query Language" SQL.

Server di database, applicazioni database, librerie database

I sistemi di database ad oggi sono veramente molti.
La scelta della tipologia da adottare si basa sullo studio delle caratteristiche del sistema:
  • numero di utenti che deve supportare in lettura/scrittura,
  • numero di interrogazioni che avvengono contemporaneamente,
  • licenza utilizzata dal fornitore del sistema,
  • prezzo del sistema (nel caso di licenze proprietarie),
  • linguaggi che supportano il sistema,
  • richiesta o meno di personale specializzato,
  • esistenza o meno di applicazioni che sfruttano il sistema.
Queste caratteristiche devono esser prese in considerazione nel momento in cui si sceglie un sistema anzichè un altro. L'errore che spesso si commette, infatti è di comprare o comunque utilizzare un sistema sovradimensionato rispetto le proprie esigenze.

Tipicamente le tipologie di database ad oggi si dividono in tre grandi categorie:
  1. librerie di database: sono singole librerie supportate da pochi o tanti linguaggi ed applicazioni. Di solito si possono scaricare gratuitamente da internet oppure le si può trovare nativamente in alcune applicazioni.
    Nella maggior parte dei casi richiedono un carico in scrittura bassissimo (uno o due accessi contemporanei) sebbene possano spesso sopportare molte letture contemporanee. Estremamente agili e veloci, sono però carenti dal punto di vista della sicurezza e delle funzionalità.
    Esempi:
    • sqlite: un progetto davvero interessante, integrato in centinaia di applicazioni ed utilizzato da "grandi nomi" quali Mozilla, Symbian ed Adobe. E' un progetto opensource.
    • dbm: una delle prime tecnologie pre-relazionali
  2. applicazioni personali/ufficio: sono applicazioni che includono, oltre la gestione dei dati, anche un sistema di interfaccia, reportistica ed interrogazione molto variegato. Solitamente vengono utilizzati per piccoli database (qualche milione di righe al massimo) e piccoli carichi in lettura (10 o 20 al massimo) e scrittura (5 o 10 contemporanei). Hanno il vantaggio di integrare molti strumenti in un unico software sebbene la gestione dei dati lasci solitamente a desiderare. Questo permette, a fronte di un piccolo investimento, la possibilità di gestire piccoli basi dati in maniera estremamente efficiente.
    Esempi:
    • MS Access: senza dubbio è l'applicazione più interessante in questo campo. Estremamente completa, integra un sistema di gestione dei dati che, sebbene sia poco efficente, viene affiancata da strumenti di creazione di maschere e report.
      Tutto ciò da la possibilità di progettare un'applicazione indipendente e un sistema di reportistica estremamente interessante.
    • OpenOffice Base: software opensource molto interessante. Sebbene sia nato per competere con MS Access, ad oggi sembra essere ancora molto lontano dal suo antangonista. E' comunque un progetto da tenere sotto occhio perchè promette bene.
  3. server database: sono applicazioni solitamente più articolare che integrano funzionalità avanzate (come i trigger o le stored procedure) e consentono l'accesso di centinaia se non milioni di accessi in lettura/scrittura contemporanei.
    Esempi:
    • Fascia alta: Oracle Db ed IBM AS400 sono tra i sistemi più performanti, completi, professionali che ci siano sul mercato. Sfortunatamente sono anche complessi (richiedono amministratori competenti e specializzati) e piuttosto costosi.
    • Fascia medio/bassa: MS SQL Server, Postgres SQL, MySQL sono tre ottimi sistemi. Il primo proprietario mentre gli altri due open source. Tipicamente più semplici da utilizzare (sebbene una certa competenza sia auspicabile) sono l'ideale per la piccola/media impresa ma anche per il privato che vuole sviluppare una applicazione sicura con sistemi di backup efficienti.

Conclusioni

Da questo articolo si evince che la scelta disponibile nell'utilizzo di un sistema di database è veramente ampia.
Ci sono sistemi per ogni esigenza.
Se si vuole creare una piccola rubrica o la gestione di un magazzino o della fatturazione di un piccolo ufficio è possibile utilizzare MS Access.
Se si desidera creare un negozio online dove una o due persone aggiungono i prodotti e decine di persone li visionano quotidianamente si può scegliere sqlite o Mysql.
Per applicazioni aziendali in società medio/grandi (400-2000 dipendenti) è auspicabile scegliere Postgres o SQLserver.
Se al contrario si desidera supportare operativamente una grande struttura, una banca o una grossa fabbrica, la scelta obbligata ricadrà su Oracle o As400.

Nei prossimi articoli scenderò un po' nel particolare nel favoloso mondo dei database ed in particolare mi dilungerò sulla mia ultima passione: sqlite!

giovedì 7 ottobre 2010

twit4followers e accresci i tuoi followers Twitter

Premessa

Ho già parlato di Twitter questo anno in un articolo piuttosto articolato.
Successivamente ho anche raccontato come fare a collegarsi ad un account twitter tramite python.
In generale sono tantissimi i servizi e le API che si interfacciano con Twitter ma ieri, cercando informazioni sul web, mi sono imbattuto su qualcosa di davvero inaspettato....

twit4followers

Una delle preoccupazioni maggiori di alcuni utilizzatori di Twitter è quella di avere un elevato numero di "followers" ovvero di persone che seguono il proprio account.
Solitamente questo è sinonimo di "popolarità".
Ovviamente più i contenuti della tua pagina twitter sono interessanti maggiore sarà il numero dei tuoi followers...
Ma cosa succede se pubblichi materiale interessante e le persone sembrano rimanere impassibili e quindi non ti seguono?
E cosa dire, ancora, se la tua mania di popolarità sembra essere irriducibile nonostante i contenuti non ne siano all'altezza?
Ebbene, ci ha pensato twit4followers: un servizio che, a pagamento, ti assicura da un minimo di 100 followers (a $5) fino ad un massimo di 10.000 followers (a $450!!).
Non c'è che dire... internet offre davvero tante possibilità di guadagno :-)
Quello che mi chiedo è se esiste davvero qualcuno che sia disposto a sborsare anche solo 50$ per avere più followers.
Nel frattempo, se non sapete cosa fare, abbonatevi al mio tweet :-D